“Abbattiamo il silenzio”. Le donne decidono di non fermarsi.

Segnalo un’iniziativa partita oggi su facebook per opporsi alla censura e alla cattiva interpretazione delle manifestazioni del 13 febbraio.

“Abbattiamo il silenzio”. Le donne decidono di non fermarsi – si propone di esortare le donne a non abbandonare le proteste e a continuare a rivendicare i propri diritti senza nascondersi dietro slogan partitici e politici.

Solo noi possiamo fare la differenza, che ci piaccia o no, nulla è concesso senza la sforzo e la dedizione.

L’obiettivo è spiegato nel documento programmatico, postato sulla pagina di Facebook e riportato qui sotto, contribuire è semplice: impostare l’immagine-logo (scaricabile dalla pagina) come foto profilo dal 21 febbraio al 1 marzo.

Il 21 febbraio a Roma si celebrava Tacita Muta, divinità romana degli inferi, punita col silenzio da Giove per aver troppo parlato. I Romani, come i Greci, sostenevano che le donne non sapessero fare tesoro del dono della parola, per questo si facevano portatori della tesi di Sofocle che il silenzio reca grazia. La parola, dono incommensurabile, strumento politico e di potere, era totale appannaggio del genere maschile.

Chiarendo che non si fa alcun parallelismo a personaggi attuali e che, semmai, si può far coincidere il dio con il sistema che costringe le donne a continuare a lottare per i propri diritti, scegliamo Tacita Muta come emblema del nostro essere state censurate dopo aver dimostrato più e più volte la nostra capacità di agire e di reagire.

Il 13 febbraio non è stato il giorno delle frustrate in piazza né il giorno di libera uscita dal focolare domestico, abbiamo dimostrato che sappiamo combattere senza nasconderci sotto slogan politici e demagogici, che riconosciamo la solidarietà sociale e sappiamo ammettere gli errori commessi in passato.

Non siamo bandiere al vento, noi oggi siamo il vento e soffieremo via tutti bavagli posti sulle nostre bocche.

Saremo capaci di innalzare un grido unanime e non sguaiato, come molti detrattori vogliono far credere.

Non abbiamo modelli, ognuna di noi è un modello, ognuna con la sua storia e le sue emozioni.

Rinneghiamo quell’idea che ci considera oggetto, rifiutiamo di essere riferimento attrattivo di campagne pubblicitarie oltremodo grette.

Contribuiremo insieme a tutti gli uomini che ci hanno dimostrato solidarietà a ricordare che non vogliamo scrivere la favola della manifestante in piazza, né vogliamo annientare la nostra essenza femminile, ma siamo convinte che Cenerentola, Biancaneve e la Bella, simboli su cui qualcuna si è arrogata il diritto di proprietà, se ben interpretate, sono favole che ci hanno insegnato anche il coraggio delle donne.

Siamo convinte di poter invertire la rotta, non è un’utopia né un moto del momento.

Ora più che mai crediamoci, soffiamo via le bende della censura, non abbiamo agito invano, in onore di

Tacita… ABBATTIAMO SILENZIO!

 

Che aspetti….contribuisci anche tu!

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Siamo convinte di poter invertire la rotta, non è un’utopia né un moto del momento.

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